Cantine due Palme Cantine due Palme Cantine due Palme Cantine due Palme

news

I Tre Bicchieri della Guida dei Vini d'Italia 2012 di Gambero Rosso e le Super TreStelle della Guida I Vini di Veronelli al Selvarossa Riserva 2008 di Cantine Due Palme

Il numero 3 è

Leggi tutto ...

Piedi di piombo e passi da gigante

Il successo internazionale del

Leggi tutto ...

ALTRE DUE GUIDE RICONOSCONO L’ENORME VALORE DEL SELVAROSSA DI CANTINE DUE PALME

 
ALTRE DUE

Leggi tutto ...

Cantine Due Palme premia il Ministro Catania e inaugura il nuovo impianto

 
Premio speciale

Leggi tutto ...

Gli atleti del Pentathlon da Due Palme


 

Leggi tutto ...

Claudia Jordan testimonial d'eccezione


Claudia Jordan

Leggi tutto ...

A tagliare il nastro del nuovo Wine Store Barbara Bouchet


Cantine Due

Leggi tutto ...

Futuro dell'olio d'oliva. Nell'azienda Cantine Due Palme il Ministro Catania e il Commissario Ciolos

 
Futuro dell'olio…

Leggi tutto ...

Cantine Due Palme lancia il nuovo Primitivo DOP SANGAETANO: omaggio alla tradizione lizzanese.

Maci dona al sindaco

Leggi tutto ...

Per il sesto anno consecutivo Selvarossa 2009 si aggiudica i Tre Bicchieri del Gambero Rosso

 
(19 settembre

Leggi tutto ...

SELEZIONATO DAL MONOPOLIO NORVEGESE


Leggi tutto ...

Cantine Due Palme alla conquista dell'Italia. Milano: una serata glam per presentare i vini pugliesi

 
Dopo aver…

Leggi tutto ...

BIBENDA: in degustazione i vini di Cantine Due Palme

A Roma / Cantine

Leggi tutto ...

Cantine Due Palme ospite dell'Associazione Italiana Sommelier a Roma

 Nella giornata in cui…

Leggi tutto ...

Bilancio Vinitaly 2013: grande appeal di Cantine Due Palme

Bilancio Vinitaly: grande appeal

Leggi tutto ...

Salice Salentino e Primitivo di Manduria a rischio pale eoliche.

Salice salentino e primitivo

Leggi tutto ...

i nostri vini

product

Squinzano Angelini

SQUINZANO ROSSO DOC

UVAGGIO: Negroamaro e Malvasia Nera.

vai alla scheda ...

Spese di spedizione
In Italia omaggio per importi superiori ai 150,00 euro


shipping

I Partners

partners

All'Ombra dell'Alberello

news

ALL’OMBRA DELL’ALBERELLO 

In questo momento il Tacco d’Italia va forte. Con i suoi paesaggi mediterranei, 
le costruzioni in pietra bianca, il Barocco e le spiagge bellissime, 
è ormai meta turistica d’elezione. E i suoi prodotti fanno tendenza. 
A cominciare dai vini. Anzi, dal Salice Salentino 
 
LA PUGLIA DEL VINO sta vivendo un momento di successo, e questo coinvolge tutte le denominazioni più note di questa regione che si sviluppa per trecentocinquanta chilometri dal Gargano a Santa Maria di Leuca, su ottocento chilometri di coste e che è bagnata dal Mar Ionio e dall’Adriatico. Emblematica in questo senso è l’affermazione del Salice Salentino, il vino quantitativamente più importante della regione, leader anche per qualità. È l’espressione più nota del negroamaro, il vitigno pugliese più noto, che si accompagna alla malvasia nera, il suo partner naturale. «Si tratta di 1.100 ettari – ci racconta Angelo Maci, presidente del Consorzio del Salice Salentino e della Cantine Due Palme di Cellino San Marco – solo nella zona del Salice. Ma c’è anche il resto della regione... Sta diventando uno dei vini autoctoni italiani di maggior successo. E questo anche nel mondo». «È così famoso che persino un gruppo musicale l’ha scelto come nome – ride Angelo – e questo ne ha aumentato ancora la popolarità». Le uve del Salice Salentino Doc ora viaggiano sui 70 euro al quintale, più del doppio di tre o quattro anni fa, complice una vendemmia 2011 piuttosto scarsa. E dopo anni di espianti si torna a piantare: addirittura i vivaisti sono stati colti impreparati e faticano a fornire le barbatelle. «Cantine sociali di qualità, come la Due Palme (che controlla oltre metà dei vigneti della denominazione), i grandi marchi storici di produzione come Leone de Castris e i selezionatori imbottigliatori di livello hanno puntato sulla qualità, ed è sceso drasticamente il numero delle bottiglie prodotte dai grandi marchi commerciali del settentrione, che non hanno fatto una politica di qualità. 
Ma ormai è una minoranza. I viticoltori sono tornati a progettare un futuro sulle vigne, a piantare. E questo perché si è potuto pagare le uve premiando la qualità». Un circolo virtuoso, insomma, che però per anni non aveva funzionato. La corsa al ribasso, la moda dei vitigni internazionali e lo strapotere dei marchi commerciali avevano ridotto a mal partito un vino che già negli anni Ottanta era diventato un must nelle grandi carte dei vini d’Oltre Oceano. «Merito di Cosimo Taurino, un grande uomo del vino, e di Leonardo Lo Cascio, importatore di vino negli Stati Uniti, che avevano fatto un lavoro eccezionale per il Salice» racconta Maci. 
In questi ultimi anni molto si è fatto, in vigna come in cantina, per recuperare il terreno perduto. È finita la corsa all’espianto dei vecchi vigneti ad alberello, che danno le uve migliori. È nata anche un’associazione, l’Accademia dell’Alberello Pugliese, che è gestita dai sette sindaci dei comuni della Doc, che sostiene questa forma d’allevamento tradizionale. Le cantine sono state ammodernate, i legni sono ormai di qualità. «Il successo va difeso e consolidato – continua Maci – ed ora bisogna pensare a tutelare i vignaioli. Dobbiamo frenare la liberalizzazione degli impianti per tutelare chi le vigne le ha prima che si torni a produrre troppo. E dobbiamo proteggere il territorio, lavorare per una viticoltura sostenibile, vicina all’ambiente». Negli ultimi anni è aumentato velocemente il numero degli ettari a coltura biologica, si inizia a monitorare e a trattare il problema dell’acqua, e sono pochi ormai ad utilizzare i pesticidi, sull’esempio di Due Palme che da anni adotta tecniche naturali, come la confusione sessuale, per combattere i parassiti della vite. I prezzi sono tornati a salire, e i mercati, a cominciare dalla Svizzera e dai paesi scandinavi, per non parlare della Germania, hanno ripreso ad ordinare questo corposo rosso mediterraneo. E poi c’è crescita in Usa, e nei nuovi mercati, dalla Russia alla Cina. «Il prezzo medio ormai si aggira sui 6/7 euro a bottiglia. Pensate che negli anni Ottanta si trovava a duemila lire sullo scaffale della Gdo. Ma non ci sono ricette speciali o parole magiche. Bisogna fare una politica di qualità e incentivare il viticoltore. Noi riconosciamo un bonus di 350 euro/ ettaro l’anno a chi coltiva ad alberello». Uve migliori, un paesaggio più bello, che attira il turismo. Angelo Maci ha all’attivo 55 vendemmie, ma forse per lui e vignaioli del Salice Salentino le migliori devono ancora venire. 
 
 
 
Art. tratto dal mensile
di Aprile 2012 anno 21 n°243
Gambero Rosso