+39 0831 617865Consegna free in Italia con ordine minimo 150€
3 glasses later. Il fotoprogetto legato al vino di Marcos Alberti

3 glasses later. Il fotoprogetto legato al vino di Marcos Alberti

Il vino è convivialità, è gioia. Il vino mette buonumore anche dopo una giornata di lavoro lunga e stressante. Ogni arte, si sa, ha i suoi metodi per avallare le sue tesi. Così come dispone di metodi personali per confermare o smentire un’idea. Che il vino facesse bene, si sa già da un po’ di tempo. Studi su studi hanno confermato che un paio di bicchieri di vino rosso al giorno non possono che portare enormi benefici al nostro corpo, cosa di cui abbiamo discusso in più di un’occasione nel nostro blog.

Ma il vino fa bene anche alla mente, allo spirito. In che misura? Dopo quanti bicchieri? Come si manifesta? Ecco, queste sono le domande che hanno spinto un artista a creare una singolare opera d’arte. Il protagonista di questa storia si chiama Marcos Alberti, un fotografo brasiliano che ha deciso di rispondere ai suoi quesiti grazie alla fotografia. Nessuna parola, nessun saggio di decine di pagine. Espressioni immortalate nel suo progetto “Three glasses later – Wine project”. Tre bicchieri dopo, per capire come cambia il nostro aspetto e il nostro animo dopo tre bicchieri di vino.

Il progetto dell’artista brasiliano ha “voluto mostrare il lato buono del bere”, come lo stesso fotografo ha dichiarato durante un’intervista. Con un po’ di buoni amici e in un ambiente felice, il vino rallegra gli animi. Senza la necessità di esagerare, sempre bevendo con moderazione, Marcos Alberti mostra il lato più simpatico e sciolto del volto umano. In una sequenza di scatti che mette buonumore.

Il fotografo ha chiamato a raccolta 53 persone, a cui ha scattato 4 foto a testa. La prima appena arrivati nel suo studio e le altre tre dopo ogni bicchiere di vino bevuto. Le espressioni cambiano in modo netto. Alberti ha voluto che tutti gli ospiti arrivassero nel suo studio alla fine della giornata di lavoro, magari impiegandoci anche un po’ di tempo per raggiungere il luogo fissato per l’incontro. Per la serie, dopo una giornata pesante ci mancava solo il traffico!

A vedere le prime foto dei partecipanti, il volto parla da solo: noia, fastidio, timidezza, nella migliore delle ipotesi apatia. Lo spasso inizia a partire dal secondo scatto, però. Noi abbiamo scelto qualche foto indicativa, ma questo è il sito dell’artista su cui potete vedere tutto il progetto: https://www.masmorrastudio.com/wine-project.     tglimg1

Tra i quattro scatti non cambia assolutamente nulla, sfondo e posizione scelti per le foto restano gli stessi. Ciò che cambia in modo sensibile è l’espressione del volto, sempre più allegra. Diciamolo pure, in alcune foto sembra che il livello di alcol sia andato ben oltre il consentito. Ma nel nome dell’arte è una licenza che possiamo sopportare. Nella stragrande maggioranza dei casi però è l’allegria che viene fuori dagli occhi dei modelli scelti per questo progetto.tglimg4

Allegria che ha dato vita al racconto di storie, all’emergere delle passioni di ogni individuo. Tutto grazie all’inibizione che il vino ha trasmesso, grazie ai sorrisi che ha regalato. Un’esperienza che ha indotto il fotografo a dire che “Il primo bicchiere di vino è per il cibo, il secondo è per l’amore, il terzo è per il caos”. Vedendo queste foto, come dargli torto?!tglimg5