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Clima arido e vendemmia in forte calo. Il Presidente Maci: “Fiducia nei portainnesti anti siccità”

Clima arido e vendemmia in forte calo. Il Presidente Maci: “Fiducia nei portainnesti anti siccità”

Una delle vendemmie più scarse di sempre. Per la precisione, la sesta peggiore dal 1947 ad oggi. Rispetto all’anno scorso la produzione del 2017 calerà almeno del 25%. Questi sono i dati delle stime di produzione forniti da Assoenologi e da Coldiretti. Impietosi, che destano preoccupazione. Per il Presidente ed Enologo di Cantine Due Palme il calo sarà del 30%. Sebbene, di solito, ad una scarsa quantità corrisponda un’elevata qualità del prodotto finale, è arrivato il momento di chiedersi se il problema di questa vendemmia sia di passaggio o destinato a durare. E forse, a peggiorare.

Iniziata in anticipo di un paio di settimane, questa vendemmia sarà ricordata per quello che è stato definito il Triplo flagello: gelate primaverili, siccità e grandine. Il problema quindi, come era più che evidente, è stato il clima. Poco freddo nei mesi invernali, la gelata di fine aprile che ha riguardato non solo il nostro Paese ma anche Spagna e Francia e una siccità fuori dal comune. Ecco i tre grandi nemici delle uve in questo 2017.

Per gli esperti il problema più grande non è stato tanto il caldo estivo quanto quello invernale, davvero eccessivo. Cosa che ha fatto comparire in anticipo i germogli sui tralci, portando come conseguenza l’anticipo di fioritura e maturazione. Il resto lo ha fatto la scarsità impressionante di pioggia. Se questa non cade nei mesi freddi, a soffrirne è tutta la pianta. Conseguenza? Se l’anno scorso (2016) sono stati prodotti 54 milioni di ettolitri, quest’anno ce ne saranno appena 41 milioni, come riferito dal Presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella, amico e consulente della Due Palme. Nel 1947 i milioni di ettolitri prodotti furono 36.

Il dato preoccupante è che questo clima, sempre più torrido non solo d’estate, sembra destinato a peggiorare nei prossimi 30 anni. Ecco perché bisogna trovare una soluzione, al più presto. Soluzione che ovviamente è da ritrovare nella ricerca scientifica. Passi in avanti in questo senso sono stati fatti, proprio per creare delle viti più resistenti alla siccità, ai climi aridi. E le buone notizie vengono dall’Università Statale di Milano, dove grazie al Prof. Attilio Scienza si sono creati i Portainnesti serie M. Cosa sono? Un’invenzione geniale, cioè delle basi che aiutano la pianta a resistere al clima arido e alla siccità, risparmiando una notevole quantità di acqua durante la crescita.

In questa scoperta Due Palme gioca un ruolo fondamentale, da protagonista. Risale al 2014 infatti l’adesione della cantina di Cellino San Marco al progetto WINEGRAFT, associazione nata dall’unione di grandi griffe nazionali del vino quali Vivai Cooperativi Rauscedo, Ferrari, Zonin, Bertani Domains, Banfi, Cantine Settesoli, Castellare, Armani Albino e Claudio Quarta, insieme a Fondazione Venezia e a Bioverde Trentino. L’obiettivo di WINEGRAFT è proprio quello di finanziare la ricerca per tutto ciò che concerne il mondo del vino. Due Palme è l’unica azienda cooperativa pugliese ad aver preso parte a quest’importantissimo progetto, che inizia a dare i frutti sperati.

Un cambio di strategia è indispensabile. WINEGRAFT lo ha capito e spera di aver trovato la soluzione nei Portainnesti serie M, per far sì che le piante possano adeguarsi al clima. Il Presidente ed Enologo di Due Palme, Angelo Maci, da sempre attento agli sviluppi tecnologici e alla sostenibilità ambientale, vede con ottimismo e positività la ricerca del Prof. Attilio Scienza: “Il futuro del nostro settore vitivinicolo è nei Portainnesti serie M, che non riguardano solo la prevenzione della pianta dalle malattie senza l’utilizzo di interventi fitosanitari, ma anche l’attuale tema dei cambiamenti climatici. Lo studio del nostro Prof. Scienza, allertato dalla mancanza d’acqua e dal cambio climatico, ha portato a produrre un porta innesto capace di resistere anche al clima arido. La Due Palme – continua il Presidente Maci – è orgogliosa di far parte dell’associazione WINEGRAFT con le aziende che rappresentano l’eccellenza del mondo enologico italiano, in collaborazione con lo stesso Prof. Scienza e con i Vivai Cooperativi Rauscedo, la prima azienda a livello europeo nella produzione di portainnesti. Credo che quell’iniziativa intrapresa tre anni fa trovi oggi fondamento più che mai. Il problema del cambiamento climatico non deve farci pensare solo alla difesa dalle malattie della pianta, ma a creare difese in generale più efficaci proprio come questi nuovi portainnesti capaci di tutelare la vite dalle temperature eccessive e dalla carenza di acqua. Cose che fanno collassare la pianta e soprattutto la fotosintesi clorofilliana. Siamo orgogliosi dei passi fatti in avanti, concretamente”.