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Ecco come ti riutilizzo le vinacce!

Ecco come ti riutilizzo le vinacce!

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Oggi scomodiamo il chimico e biologo francese Antoine-Laurent de Lavoisier e la sua legge di conservazione della massa per continuare a dare ragione a chi vede nel riutilizzo delle cose la giusta via. Dare nuova vita a ciò che non serve più, o meglio, che non servirebbe più allo scopo per il quale è nato. Nel nostro campo ciò che può essere riutilizzato, per diversi scopi, sono le vinacce, cioè i residui dei grappoli e dei tralci pressati per ottenere il mosto.

Da tempo le vinacce vengono utilizzate per diversi obiettivi, dall’alimentazione al riutilizzo in agricoltura, dallo scopo farmaceutico a quello energetico. E ultimamente anche nel campo dell’abbigliamento…ma andiamo per gradi.

L’utilizzo più diffuso e più conosciuto resta quello alimentare, legato alla produzione della grappa ottenuta proprio grazie alla distillazione delle vinacce fermentate provenienti dalla pigiatura di uve a bacca rossa. E fin qui, niente di nuovo.

Restando nell’ambito alimentare, dagli Stati Uniti è arrivata l’ennesima novità. Precisamente dalla California è arrivata l’invenzione di un olio da cucina da utilizzare a crudo che serve per dare aromi differenti ai cibi ai quali si accompagna. E indovinate da dove deriva quest’olio? Esatto, dalle vinacce sia di uve a bacca bianca che da quelle a bacca rossa.

In campo agricolo invece, le vinacce possono effettuare un ritorno alla terra che ha un gusto tutto poetico. E può avvenire in due modi: diretto o indiretto. Il modo diretto consiste nello spargere una parte delle vinacce direttamente sui terreni arricchendoli di minerali che rilasciano naturalmente; il modo indiretto invece prevede la produzione di fertilizzanti proprio da utilizzare nel trattamento delle coltivazioni.

Restando sempre nell’ambito ambientale e delle attenzioni che si possono avere nella sua tutela, le vinacce sono utilizzate per la creazione di biogas che sviluppi energia. Le biomasse create tramite le vinacce sono in grado di fornire gas naturale nel giro di appena 20 giorni. Cosa che può garantire, tra le varie possibilità, il riscaldamento di una casa o di un’azienda, riducendo notevolmente i costi ma soprattutto il rilascio di anidride carbonica nell’ambiente.

Nella lista dei nuovi utilizzi delle vinacce, c’è posto anche per medicinali e creme per il viso. I tannini presenti nei vinaccioli producono infatti effetti benefici a livello circolatorio, mentre i flavonoidi presenti nelle bucce proteggono i tessuti dall’invecchiamento. Ecco perché anche in ambito cosmetico e dermatologico il riutilizzo delle vinacce offre effetti benefici. Per non parlare poi della capacità che hanno di regolare l’attività intestinale.

Ma arriviamo adesso a un’invenzione che viene incontro alle esigenze dell’ambiente e degli animali, una soluzione che ha consentito di creare una pelle per abbigliamento interamente vegetale proprio dalle vinacce. L’invenzione ovviamente è di svolta epocale ed è made in Italy, grazie agli studi di Giampiero Tessitore e Francesco Merlino, fondatori dell’azienda milanese Vegea. E non è un caso che i due siano stati insigniti del “Global Change Award”, consegnato loro a Stoccolma. Un premio che viene consegnato alle invenzioni più innovative e con maggiore possibilità di successo. “WineLeather”, così è stato chiamato il progetto della pelle vegetale al 100%, è un materiale ecologico che ha le stesse caratteristiche meccaniche ed estetiche della pelle che va incontro agli animali e alla natura. Meglio di così…