Calici piccoli o calici grandi? La storia in un bicchiere di vino…

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Uno studio condotto dall’Università di Cambridge, pubblicato nel British Medical Journal, ha analizzato i calici utilizzati per bere il vino negli ultimi tre secoli e ha scoperto che le dimensioni del singolo bicchiere nel tempo si sono ingrandite di ben sette volte. Che non è un dato di poco conto. Dai 66 ml di 300 anni fa si è arrivati ai 450 ml di oggi. La questione è sociale, non meramente di costume. Con il tempo sono aumentati i produttori, è aumentato il vino a disposizione tanto da essere quadruplicata la disponibilità per ogni singolo consumatore. Leggi più clementi sul consumo dei vini e i mercati globali hanno poi fatto il resto.

Questo studio ci ha dato l’input per curiosare sulla storia delle varie forme e dimensioni dei bicchieri utilizzati per il vino, sulle caratteristiche che sono cambiate a seconda del tempo e dei luoghi, oltre che alle abitudini dei popoli. Dagli oggetti senza una precisa forma che non potevano di certo essere chiamati bicchieri, in quanto mezzi di fortuna offerti da Madre Natura, fino agli ultimi calici di degustazione. Ci siamo divertiti a cercare di creare una linea temporale di questa particolare curiosità.

E siamo partiti proprio da quei contenitori che venivano utilizzati per bere. Mezzi di fortuna come foglie, cortecce d’albero, conchiglie, tutto ciò che avesse la forma giusta ad accogliere l’acqua prima e il vino poi. Sarà con gli Egizi, gli Italici e con i Persiani che si inizieranno a creare oggetti dedicati esclusivamente al bere. I più utilizzati erano di sicuro i corni di animali scavati dall’interno. Ma la svolta vera e propria, tanto da crearne un mercato, arrivò con i Fenici

Sono stati loro infatti a portare in Europa un’innovazione che avrebbe cambiato per sempre il concetto stesso del bere: il vetro. Siamo appena nel I secolo d.C. e i bicchieri cominciano a essere prodotti in grande numero. La forma scelta per questo oggetto, che prenderà immediatamente largo consenso in tutto l’Impero Romano, è cilindrica. Cosa che agevola ovviamente la bevuta per la conformazione anatomica  della bocca. Da una produzione sobria e pensata esclusivamente per bere, i bicchieri assumeranno sempre più i contorni di oggetti estetici e di decoro. Sarà con l’Imperatore Pompeo che, oltre all’affinamento di varie tecniche di produzione, si comincerà a fare attenzione alle forme e ai vari orpelli. È il momento in cui i bicchieri iniziano a essere arricchiti di gemme, per essere utilizzati in occasioni molto importanti. Ma proprio nella fase più artistica della produzione di calici, l’Impero Romano vedrà la sua fine e tutta la produzione del vetro vivrà stagioni abbastanza anonime.

Questo fino all’exploit dell’arte della produzione del vetro che colpirà in pieno Venezia nel XV secolo. Sarà qui che si detteranno le regole basilari per creare calici che verranno utilizzati per la degustazione del vino. Dovranno essere trasparenti e incolori, di vetro o di cristallo, sottili e senza decorazioni. Ma non sarà un’epoca destinata a durare in eterno. Nel 1700 infatti l’arte veneziana lascerà spazio in Europa alla crescita della produzione inglese e tedesca. Anche questa, salvo alcune particolari eccezioni, sarà una produzione sobria ed elegante. Ma a chi si deve la crescita esponenziale del mercato dei calici?

La risposta è presto detta: agli Stati Uniti d’America. Nei primi decenni del 1800 infatti, con l’invenzione della tecnica dello stampaggio a pressa, la produzione dei calici divenne di grande diffusione. Ed è questo il momento in cui il numero dei bevitori cresce in modo impressionante.

Come si diceva all’inizio, ci sono stati diversi fattori che hanno favorito il quadruplicarsi della disponibilità media di vino per singolo individuo. E le forme e le dimensioni dei calici hanno rivestito un ruolo importante. Alle produzioni di vino cresciute, bisogna aggiungere leggi più permissive nei confronti dell’alcol, fino alla produzione di calici più capienti. Cosa che viene direttamente dagli ultimi 40 anni, quelli del consumismo. I calici più grandi, secondo alcuni esperti di psicologia dei consumi, invoglierebbero il consumatore a bere sempre più vino. Lo stesso quantitativo di liquido in un bicchiere piccolo e in uno grande fa sembrare il primo pieno e il secondo vuoto. Ecco perché quello che sembra vuoto ci spinge a riempirlo sempre di più…di conseguenza si consuma più vino! Questa teoria è stata anche provata con diversi esperimenti. In alcuni bar di Cambridge gli scienziati hanno servito la stessa quantità di vino in calici di diversa grandezza. Il risultato? Che nei bar con i calici più grandi le vendite di vino sono aumentate del 10%. Mica male! Per quanto ci riguarda, potete bere il vino davvero dove vi pare (ci auguriamo non siate costretti a farlo nei corni d’animale!), purché non dimentichiate una cosa molto importante: il vino si degusta, e lo si fa con moderazione.