Quando la matematica riesce a creare un vino perfetto. Questione di algoritmi…

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È la matematica che aiuta a produrre buon vino o è il vino che agevola la mente a studiare matematica? Questa si che è la classica domanda da 100 milioni di dollari! Tipo l’eterno quesito se sia nato prima l’uovo o la gallina… Eppure c’è qualcuno che si scervella a provare a dare una risposta, anche alle domande più assurde. Non sveleremo nessuna novità dicendo che dietro alla produzione di vino ci sia della scienza e, si, anche la matematica. Ma uno studio scientifico è andato oltre. Ha creato un software che, attraverso algoritmi sofisticatissimi, garantisce di ottenere la migliore qualità di vino oltre che risparmiare sui costi. In teoria, un software che sarebbe la Disneyland per ogni produttore!

Un immenso raccoglitore di dati, creato da ORS Group, una società italo-tedesca specializzata proprio nella realizzazione di software per l’analisi dei cosiddetti big data, che immagazzina informazioni più disparate per arrivare all’obiettivo finale. Tipo di uva, tipo di terreno, esposizione alla luce e al calore, quantità di piogge. Tutto per il miglior vino possibile! Il software Algo-Wine, questo il nome dato al programma, nato dalla collaborazione tra la stessa azienda e diverse università italiane e americane, darebbe l’esatta previsione di quando l’acino raggiungerà il momento di maturazione perfetto. Un enologo computerizzato sapientone con un bagaglio dati immensi, insomma. Certo è che non si può rinunciare alla bellezza del testare la consistenza dell’uva, del suo colore, del sapore che matura giorno dopo giorno. All’enologo e al viticoltore in carne e ossa, proprio non si può rinunciare.

Un altro studio matematico poi, ha voluto capire quanto di vero ci sia nel detto “nella botte piccola c’è il vino buono”. Ebbene si, in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Mathematical Education in Science and Technology, la matematica ha confermato il proverbio grazie a un’equazione che, non stiamo qui a snocciolare per evidenti motivi, ma esiste e afferma che quello che ci dicevano le nostre nonne è tutto vero.

Visto che siamo in vena di detti, è proprio vero che la matematica non è un’opinione. Però, c’è un però. Il percorso  può essere anche al contrario. In che senso? Semplice, bere vino darebbe una mano allo sviluppo stesso della mente matematica. E anche questa affermazione non è campata in aria, ma viene dallo studio di un neuroscienziato dell’Università di Yale. Il Dr. Gordon Shepherd nel suo libro “Neuroenology: How the Brain Creates the Taste of Wine” (Neuroenologia: come il cervello crea il gusto del vino) afferma che sarebbe proprio l’esercizio continuo fatto da chi vive nel mondo del vino a ispessire le pareti del cervello. Cosa che sviluppa l’agilità mentale. Come fa una degustazione a essere così importante per la nostra attività mentale? È un momento che coinvolge quasi tutti i nostri sensi, la vista, l’olfatto, il gusto…ma anche la memoria. È questa infatti la parte più importante, perché degustando un vino la memoria ci riporta indietro nel tempo, magari ad altre cene, o a ricordi piacevoli vissuti in compagnia. E questo stimolerebbe la nostra mente molto più che davanti a un’equazione matematica.

E adesso? È la matematica che aiuta a produrre buon vino o è il vino che agevola la mente a studiare matematica? Beh, noi ci beviamo su! Ché è sempre una buona soluzione…