Riciclo o riutilizzo? Diamo al sughero una seconda possibilità…

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Il problema oggi non è l’energia nucleare, ma il cuore dell’uomo”. Iniziamo questo pezzo scomodando Albert Einstein per tornare su un tema a noi molto caro: riciclo e riutilizzo dei materiali. Gli uomini devono fare il possibile per viaggiare tutti nella stessa direzione, in virtù di quella sostenibilità ambientale che non può mancare negli obiettivi vitali di ciascuno di noi. E chi beve vino può riciclare vetro e sughero in gran quantità. Abbiamo già parlato in questo pezzo dei tappi di sughero e della necessità di trovare alternative alla loro produzione. In questo cercheremo di capire come riutilizzare i tappi, dando loro una seconda opportunità una volta che hanno smesso di chiudere le bottiglie.

A differenza del vetro, un materiale che può essere riciclato più volte e per cui è molto chiaro come muoversi, la stessa cosa non vale per il sughero. Dove si butta il sughero? Essendo un prodotto che deriva dalla corteccia di un albero, sarà da buttare nell’organico. Il problema a oggi è che viene riutilizzato molto poco e spesso non si sa come agire per il suo smaltimento. È un materiale molto lento a biodegradarsi, motivo per cui diventa di grande importanza il suo riutilizzo e riciclo.

Per quanto riguarda la produzione dei tappi da sughero si dovrà aspettare circa 40-50 anni dal primo impianto della pianta. La prima estrazione, che avviene circa dopo 20-30 anni, non sarà buona per la produzione dei tappi. Ecco perché si deve attendere necessariamente la seconda, perché è da questo momento che la pianta garantisce elevata qualità. Questo fa capire come produrre sughero non sia proprio una passeggiata di salute. E da qui la necessità di riciclare o, almeno, riutilizzare quello già prodotto.

Uno dei campi in cui il sughero può essere riutilizzato in modo proficuo è la bioedilizia. Ed è proprio per questo settore, ad esempio, che una delle aziende più importanti nella produzione di tappi di sughero, la portoghese Amorim Cork, ha sostenuto diverse campagne anche in Italia per la raccolta di tappi nelle scuole, negli ospedali e nelle strutture ricettive. Il sughero è un ottimo isolante termico e acustico, il suo utilizzo nella bioedilizia contribuisce in modo determinante al risparmio energetico. E lo fa venendo incontro alle esigenze della Natura. Le foreste di querce da sughero assorbono oltre 10 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno. Lasciarle lì dove sono è di fondamentale importanza anche per la sopravvivenza di uomini e animali. Perché buttare via un tappo quando può avere nuova vita senza abbattere foreste?

Riuscire a completare il percorso di riciclo del sughero sarebbe la via più auspicabile. Ad ogni modo ci sono centinaia di altri modi per riutilizzare un singolo tappo di sughero. Il modo più naturale possibile è il suo riutilizzo come fertilizzante all’interno della terra di una pianta. Basterà sminuzzare il tappo e lasciar cadere i trucioli all’interno del vaso della nostra piantina. Il sughero diventerà il suo fertilizzante.

Ovviamente la fantasia potrà esserci d’aiuto. Un tappo, diversi tappi, possono diventare sottobicchieri, possono diventare tappeti di design, calamite da attaccare sul classico frigorifero. Con un ago lasciato per qualche giorno appiccicato a un magnete e poi inserito all’interno di un tappo di sughero, potremo creare una bussola fatta in casa per i più piccoli. Immerso in un contenitore con un po’ d’acqua, il tappo e l’ago punteranno sempre il nord. Ma il sughero è anche un ottimo diffusore di essenze. Versandoci sopra qualche goccia, potremo profumare i mobili e gli armadi.

Quindi…ci sono due cose utili che possiamo fare quando, finita la nostra bottiglia di vino, ci rimane in mano il tappo di sughero: accendere la fantasia e riutilizzarlo in modo creativo oppure far partire la via del riciclo. In entrambi i casi avremo teso una mano a Madre Natura.