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Perché diciamo prosit per brindare?

Perché diciamo prosit per brindare?

Salute! E cin cin! Sono queste le parole più diffuse a tavola con un calice di vino in mano. Inutile spiegare il significato della prima parola, comunemente utilizzata nella nostra lingua. Invece per cin cin vi rimandiamo al pezzo che già vi abbiamo proposto. Ma c’è un terzo termine che spesso viene utilizzato per brindare, il più nostalgico e aulico prosit.

La parola è una voce latina, la terza persona singolare del congiuntivo presente di prodesse, che in italiano si può tradurre con “che sia di giovamento, che porti bene”. Una formula che di solito accompagna i brindisi che devono sostenere una certa formalità. Non difficile quindi pensare che siano stati i nostri antenati romani a utilizzare prosit per augurarsi il meglio con un calice di vino in mano. Espressione che è arrivata fino a noi e che viene utilizzata tutt’ora, non solo in Italia.

Infatti anche in Germania usano prosit per brindare. Il motivo per cui questa parola viene utilizzata in un Paese la cui lingua non deriva dal latino sta proprio nell’influenza romana, nella presenza fisica delle legioni che hanno occupato il sud della Germania ai tempi dell’Impero. I romani infatti usavano impiantare le viti nei territori che conquistavano, bevendo poi il loro amato vino ovunque si trovassero. Il popolo germanico ha quindi imparato proprio dai romani l’abitudine a brindare con il prosit, senza mai lasciare questa buona tradizione.

E in Italia? Nel nostro Paese ormai l’espressione viene utilizzata per effettuare un brindisi serio ma comunque leggero. Anche se in passato ha assunto toni sacri. Prosit infatti era la formula che la comunità religiosa pronunciava in chiesa nel momento in cui il prete tornava in sacrestia dopo aver celebrato la Santa Messa. Una sola parola, densa di storia e significato. In alto i calici quindi, alla vostra…ah, non dimentichiamoci…prosit!