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Rose nei vigneti? Ecco perché…

Rose nei vigneti? Ecco perché…

Durante una passeggiata primaverile in campagna, sono due le cose che attirano certamente la nostra attenzione: gli odori e i colori. L’alternanza delle stagioni fa sì che il paesaggio grigio e desolante dell’inverno lasci spazio al variegato e colorato mondo della primavera e dell’estate. E a quegli odori che ti fanno venire voglia di chiudere gli occhi e respirare a pieni polmoni.

Se nelle nostre passeggiate ci trovassimo nei pressi della pianta più bella, la vite (va bene, siamo di parte!), in alcuni casi potremmo notare colori e odori meravigliosi. In testa ai filari infatti, potremmo trovare delle rose. La domanda che ci si pone è ovvia: perché? Per un motivo estetico? Beh, si sa, la rosa è sinonimo di bellezza, passione, amore…tutte cose che con il vino vanno a braccetto. Che possa essere di buon auspicio? Un tributo? Tutto molto romantico e poetico…ma il motivo non è questo.

È una pratica che va via via scemando, in realtà. Ma ancora si può trovare chi, legato alle tradizioni, la utilizza tutt’ora. E quindi? A cosa servono le rose in testa ai filari? Sono delle sentinelle, anzi, delle vere e proprie guardie del corpo pronte a prendersi il proiettile al posto della vite.

Infatti la rosa è definita in gergo “pianta spia”, quella che si espone più di tutte a parassiti ed eventuali malattie. Il parafulmini della vite, insomma. In testa ai filari per difendere il frutto dei viticultori. Tecnicamente la rosa manifesta in anticipo quelli che possono essere i sintomi di alcune malattie che, quasi una settimana dopo, possono manifestarsi sulla vite. Non vogliamo addentrarci in un argomento eccessivamente tecnico, volevamo riflettere sulla bellezza del gesto delle rose e sul motivo della loro presenza in alcuni, ormai rari, filari.

Rari perché con la crescita della tecnologia a disposizione e in generale degli studi, non c’è più bisogno di ricorrere a questi mezzi. Chi continua a farlo è legato alla tradizione e, magari, anche un po’ alla scaramanzia. Oggi i mezzi per la prevenzione delle malattie della vite sono in abbondanza, ma il ruolo delle rose in questa lotta tutta naturale ha un certo non so che di romantico. È lì, indossa elmetto, armatura e scudo e aspetta gli attacchi del nemico, in difesa di un bene prezioso. E, a volte, si sacrifica per lui.

Un fiore dalle funzioni multiple, quindi. Oltre al ruolo di guardia del corpo della vite infatti, la rosa ne riveste anche altri, più gentili. Inutile specificare il suo utilizzo ornamentale, per dare colore e vita ai giardini. O i gesti degli amanti e i loro regali. È un fiore che viene utilizzato anche in medicina. I suoi petali hanno effetti diuretici e sedativi e contengono vitamina C. A trarre beneficio dai petali sarebbero anche l’apparato digerente e quello cardiaco. E non solo: per gli appassionati di aromaterapia, l’olio di rose possiede proprietà afrodisiache, antidepressive e antidolorifiche. Un fiore nato per fare del bene