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Scoperte anfore di ceramica in Gran Bretagna: e se il vino si vendesse da prima dell’arrivo dei Romani?

Scoperte anfore di ceramica in Gran Bretagna: e se il vino si vendesse da prima dell’arrivo dei Romani?

In un’epoca in cui a tenere banco sono i cambiamenti climatici che stanno stravolgendo l’intero pianeta, è fondamentale guardare al futuro per capire come l’agricoltura possa modificarsi per sopravvivere. La scienza e la tecnologia stanno facendo grandi passi in avanti, per esempio, per garantire alla vite la sopravvivenza nonostante il clima arido, grazie ai Portainnesti Serie M, come trattato nel pezzo che potete leggere cliccando qui. Ma c’è sempre qualcosa che ci spinge verso il passato, perché è senza dubbio importante guardare avanti, ma la conoscenza di ciò che abbiamo alle nostre spalle resta fondamentale per capire da dove veniamo.

Una curiosità nel campo della viticoltura questa volta viene direttamente dalla Gran Bretagna, dove è stata fatta una scoperta archeologica che potrebbe svelare nuovi scenari sul commercio del vino e sulla sua diffusione nei Paesi d’Oltremanica. Grazie alle ricerche degli studiosi dell’Università di Exeter, sono stati riportati alla luce dei ritrovamenti nella località di Ipplepen, nella contea di Devon, in cui sono comparsi frammenti di ceramiche romane.

Fin qui, tutto regolare. Niente di strano, se non fosse che in quelle ceramiche quasi sicuramente si trasportava vino, in età preromana. La scoperta è importante soprattutto per due motivi: si aprirebbero nuovi scenari su tratte commerciali tra la Britannia e l’Europa che fino a questo momento si credevano non così battute; si capirebbe che il consumo del vino era molto più comune rispetto alla bevanda elitaria che sembrava essere.

Perché in epoca preromana? Perché gli scavi partiti nel 2009 hanno portato in superficie monete, strade e un cimitero di sicuro precedenti al periodo della dominazione romana del territorio, che risale al I secolo d.C. Vino, e probabilmente olio, anche per i Celti quindi. Questi reperti testimonierebbero rapporti commerciali con l’Europa più costanti di quanto si pensasse fino a questo momento. Per quanto queste supposizioni siano ancora da confermare, c’è un altro punto che spinge a pensare che questi contatti siano stati costanti.

I ritrovamenti di Ipplegen risultano molto interessanti soprattutto per la posizione in cui sono stati rinvenuti, ad ovest dell’Inghilterra. Nella contea di Devon infatti i Britanni avevano contatti commerciali con i Cartaginesi. Quale sarebbe la notizia? Beh, i Cartaginesi allevavano la vite e bevevano vino. Questi ritrovamenti potrebbero confermare che il commercio del vino sia cominciato molto prima di quanto si possa oggi pensare.