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Tra cultura e tradizione, ecco come il vino ha segnato la storia

Tra cultura e tradizione, ecco come il vino ha segnato la storia

Da Oriente a Occidente, per centinaia di anni. Il vino è sempre stato un elemento fondamentale della cultura e delle tradizioni dei popoli. Ha scritto la storia, perché c’è sempre stato. Nelle feste di popolo, come nei banchetti politici in cui si decidevano le sorti di una città. Cambiavano gli uomini, cambiavano le abitudini, ma il vino no. C’è sempre stato.

Abbiamo raccolto alcune curiosità legate al vino nella storia e nelle abitudini di diversi popoli, tra leggi terribili e intuizioni geniali per non bere troppo. Eccone 6…

  • Ci sembra il caso di partire dal motivo per cui si dice “fare un brindisi”. La domanda è abbastanza spontanea, c’entra qualcosa il nostro capoluogo di provincia? Anche… il termine è di matrice germanica e deriva da “bring dir’s”, che alla lettera vuol dire “io porto a te”. Quindi un modo per omaggiare qualcuno dandogli un buon calice di vino.

Ma non solo. Il legame tra la città di Brindisi e il vino è culturalmente più forte. Porto strategico per tutto l’Impero Romano, da Brindisi si imbarcavano sia i                giovani che partivano per la Grecia, per andare a formarsi alla scuola pitagorica, sia i soldati che dovevano combattere. I parenti e gli amici di chi partiva,                      salutavano le navi con un bicchiere di vino levato in aria. Nel tempo “facciamo come si fa a Brindisi” è diventata un’espressione di buon auspicio, un augurio,              anche un festeggiamento. Ecco perché alziamo in alto i calici e diciamo: “brindisi!”.

  • Non era l’unico modo per brindare nell’Impero Romano. Non solo gioia, non solo buoni auspici. In un tempo in cui tradimenti e omicidi erano praticamente all’ordine del giorno, si studiò un metodo per scongiurare l’avvelenamento tramite il vino, una delle uccisioni più frequenti nei salotti politici. I calici dovevano urtare fra di loro con forza, tale da mescolare il contenuto dei due bicchieri. Un po’ di vino insomma doveva passare da un bicchiere all’altro. O si viveva insieme, o si moriva insieme…
  • Ben più drammatica era la situazione delle giovani donne romane. A loro infatti non era assolutamente concesso bere vino. Chiunque avesse trasgredito avrebbe pagato a caro prezzo la sua “colpa”. La pena era incredibilmente severa. Se colte in flagrante, le giovani romane potevano addirittura essere uccise dai loro mariti.
  • Una punizione severa spettava anche ai babilonesi che vendevano vino in modo fraudolento. Il Codice di Hammurabi, quello che prevedeva il fatidico “occhio per occhio, dente per dente”, non lasciava scampo a questi criminali. La punizione da pagare per aver venduto vino in modo illegale era l’annegamento in un fiume.
  • A quando risale la più antica raffigurazione di un banchetto in cui si consuma vino? Beh, a un bel po’ di tempo fa, precisamente tra il 2900 e il 2450 a.C. Ovviamente parliamo di un reperto archeologico sumero, attualmente conservato al British Museum. È lo “Stendardo di Ur”. stendardo-di-ur
  • Concludiamo la nostra lista di curiosità storiche con un’invenzione geniale, la cosiddetta Coppa di Pitagora. Come il nome stesso suggerisce, questa invenzione è stata attribuita al filosofo e matematico greco Pitagora, e aveva come obiettivo far bere vino con moderazione. La coppa infatti poteva essere riempita solo fino a un certo livello. Se chi beveva, faceva in modo di restare con il vino entro quel livello, allora poteva godersi il suo calice con tutta tranquillità. Superato il limite invece, vedeva fluire dal fondo della coppa il vino in eccesso. Un metodo efficace per tenere lontana l’ebbrezza.
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Sono cambiati i tempi, le persone, le abitudini. Ma il vino non ha mai smesso di essere il protagonista della storia.