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Vino e…dintorni

Vino e…dintorni

Non solo vino…non vogliamo scrivere nessuno slogan, ma ci teniamo che l’attenzione si ponga anche su tutto ciò che contribuisca a rendere unica l’esperienza della degustazione. D’altronde siamo più che convinti che, oltre a un ottimo vino, è il prodotto nel complesso che deve attirare la curiosità del consumatore. Ecco perché nel tempo si è dato sfogo alla creatività, al design, allo sviluppo tecnologico.

In Italia, come nel resto del mondo, produttori e designers si sono attrezzati per innovare tutto ciò che accompagna il vino. Bottiglie, tappi, cavatappi, bicchieri e oggetti di varia natura. Da esigenze dettate dalla tecnologia per la conservazione del vino, fino a puro e semplice marketing. Abbiamo scovato nel web qualche oggetto di particolare creatività, preso un po’ in tutto il mondo. Vi proponiamo quelli che hanno attirato la nostra attenzione.

Abbiamo già parlato in questo pezzo del vino in lattina creato negli Stati Uniti per le nuove generazioni e per sensibilizzarle ad utilizzare l’alcol con responsabilità. Legato a quest’ambito c’è un brevetto, sempre americano, che oltre a rispondere all’esigenza di non consumare immediatamente una bottiglia di vino, vuole ovviare al problema della sua ossidazione dopo la stappatura. In Massachusetts hanno inventato un ago che perfora il tappo, estrae il vino dalla bottiglia evitando che il liquido all’interno venga a contatto con l’aria. In questo modo una bottiglia di vino si potrà conservare per diversi giorni anche dopo l’apertura. E quindi un invito, neanche troppo velato, alla moderazione.

Un’altra invenzione made in USA, chiamata “Stack Wines”, si è posta il problema del deperimento del vino che rimane all’interno di una bottiglia aperta. No allo spreco e occhio alla moderazione sembra essere il messaggio lanciato ultimamente dall’America che beve. La Stack Wine è una monoporzione di vino, dalla forma di calice senza gambo, creata con materiale assolutamente riciclato al 100%. È come se avessimo un vasetto di yogurt pieno di vino. Certo, non proprio quello che potrebbe definirsi un calice fascinoso, ma nature friendly e con occhio aperto alla solita moderazione.

Dulcis in fundo, l’invenzione più stupefacente e incredibilmente semplice arriva dall’Olanda. Il designer Arian Brekveld ha reinterpretato un sistema di refrigerazione per alimenti, per il burro in particolare, utilizzato da moltissimo tempo nei Paesi Bassi, per mantenere al fresco una bottiglia di vino. Ed è così che Brekveld ha creato il suo Wine Cooler, che non è altro che un oggetto in terracotta che si adagia sulla bottiglia come un guanto, coprendola quasi interamente. Questo contenitore cavo, dopo averlo bagnato, si appoggia sulla bottiglia aperta. L’unica parte a rimanere scoperta è il fondo della bottiglia. Dopo poco, l’acqua con cui è stata bagnata la terracotta inizia a evaporare producendo il conseguente abbassamento della temperatura della parte sottostante, dove si trova la bottiglia di vetro, appunto. Il vino così si raffredderà senza nessun bisogno di corrente elettrica.

La tecnologia avanza, ma abbiamo ancora bisogno di guardarci indietro di tanto in tanto, per continuare a imparare dai nostri antenati.